CFSmagazine

 
  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
12 maggio - Giornata mondiale malati CFS
Home Inchieste e approfondimenti Ricerca Comunicato stampa del WPI in risposta allo studio inglese

Comunicato stampa del WPI in risposta allo studio inglese

E-mail Stampa PDF
Di Giada Da Ros
Presidente CFS Associazione Italiana – Aviano (PN)

Di seguito riportiamo tradotto il comunicato stampa che il Whittemore Peterson Institute ha diffuso in seguito alla pubblicazione su PLoS ONE di uno studio inglese che è stato incapace di trovare l’XMRV nei pazienti con la CFS/ME da loro esaminati.



Whittemore Peterson Institute

PER DIFFUSIONE IMMEDIATA
Frankie Vigil
R&R Partners for
Whittemore Peterson Institute
775-336-4555
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Dichiarazione Ufficiale del Whittemore Peterson Institute Riguardo allo Studio Inglese

Il Whittemore Peterson Institute (WPI) ha esaminato l’articolo intitolato “Fallimento nell’individuare il nuovo retrovirus XMRV nella Sindrome da Fatica Cronica”. Questo studio non ha duplicato le rigorose tecniche scientifiche usate dal WPI, dal National Cancer Institute e dalla Cleveland Clinic, perciò non può essere considerato uno studio di riproduzione né i risultati possono dichiarare di essere altro che un fallimento non solo a individuare l’XMRV, ma anche un fallimento nel far pensare a risultati che abbiano un significato.

I metodi scientifici usati dal WPI sono molto precisi e richiedono tecniche specifiche per assicurare accuratezza. Le differenze impiegate da Erlwein e gli altri non solo spiegano il loro fallimento nel replicare lo studio del WPI, ma rendono anche le conclusioni prive di significato. Queste differenze includono, ma non sono limitate alle seguenti:
  1. Volume e trattamento dei campioni di sangue.
  2. Differenze sui criteri/la popolazione dei pazienti;
  3. Numero e tipo di test fatti per assicurare risultati accurati, inclusa la coltura dei globuli bianchi;
  4. Uso di un controllo di plasmide molecolare in acqua contro un campione di sangue positivo; e
  5. Differenti sequenze di innesco e protocollo di amplificazione usato per trovare il virus, che non sono stati validati da un contro clinico.
Lo studio del WPI è stato pubblicato dopo 6 mesi di rigoroso esame e tre conferme di laboratori indipendenti, cosa che prova che non è avvenuta contaminazione e che l’XMRV infettivo era presente nel 67% dei pazienti con la CFS diagnosticati secondo i criteri Canadesi e i criteri Fukuda. Al contrario, questo ultimo studio è stato pubblicato online dopo solo tre giorni di esame. Rimangono significative e critiche domande rispetto allo status dei campioni dei pazienti usati nello studio inglese dal momento che possono essere stati confusi con pazienti psichiatrici affaticati, dal momento che il Regno Unito ha relegato i pazienti con la “CFS” alla cura psichiatrica e non alle tradizionali pratiche mediche. “Si sa poco riguardo alla diffusione dell’XMRV nel mondo, molto meno sulla incidenza dell’XMRV nella CFS/ME o nel cancro alla prostata” enfatizza la dottoressa Judy Mikovits. “Il WPI e i suoi collaboratori all’NCI sono attivamente impegnati con team di ricerca internazionali per investigare queste importanti questioni.”

Il WPI non raccomanda l’uso di farmaci anti-retrovirali che si deve ancora provare che siano efficaci nel trattare le infezioni da XMRV. Tuttavia, diverse grandi compagnie farmaceutiche hanno espresso interesse nello sviluppare farmaci anti-retrovirali e immuno-modulatori che tratteranno in modo efficace le malattie associate all’XMRV.

Il WPI è impaziente di avere i risultati di altri gruppi scientifici in giro per il mondo, che siano seri rispetto al replicare i suoi risultati scientifici, usando le stesse tecniche del WPI e dei suoi collaboratori. Il fatto che l’XMRV è stato individuato nel 67% dei campioni con la CFS  nello studio degli Stati Uniti ha determinato una significativa associazione fra l’XMRV e la CFS, cosa che esige un’indagine molto più seria da parte delle agenzie della salute responsabili nel mondo sulle cause di questa debilitante malattia.



Whittemore Peterson Institute
Il Whittemore Peterson Institute per le Malattie Neuro-Immunitarie esiste per portare scoperta, conoscenza e trattamenti efficaci ai pazienti con malattie che sono causate da una acquisita cattiva regolazione del sistema immunitario e del sistema nervoso, che spesso risulta in una malattia e una disabilità che dura tutta la vita. Il WPI è il primo istituto al mondo dedicato alle malattie neuro-immunitarie associate all’X (XAND) e altre malattie associate all’X, integrando il trattamento dei pazienti, la ricerca di base e clinica e l’educazione medica.

 


 
Questa pagina può essere linkata con l'URL breve http://tinyurl.com/y98yydd